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Si può ancora morire di TSO. Il nostro corso.



Le panchine e le piazze sono sinonimo di socialità, convivialità, gioia, serenità. Eppure, c’è una panchina in un giardino, in una piazza dove la gioia ha lasciato il posto alla disgrazia, alla morte.

Ci riferiamo a Piazza Umbria (Torino) dove il 5 agosto 2015, a causa di un TSO “sopra le righe” Andrea Soldi perde la vita. Una sequenza di azioni e omissioni hanno di nuovo relegato il trattamento sanitario obbligatorio alla stregua di una condanna a morte!

Eppure, il legislatore, Franco Basaglia e a seguire la legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (833/1978) hanno normato e ribadito la necessità di salvaguardare prima di tutto i soggetti fragili seppur in uno stato di disagio psichico affermando che i trattamenti sanitari volontari ed obbligatori possono essere disposti dall’autorità sanitaria nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici garantiti dalla Costituzione.

E proprio all’interno delle norme che si sono succedute negli anni, unitamente ad alcune circolari a cura dell’allora Ministero della Sanità e a seguire del Ministero dell’Interno sono rinvenibili vuoti normativi e procedurali i quali dividono in maniera ambigua la responsabilità sanitaria e in termini di sicurezza, rispettivamente agli operatori sanitari ed alle forze dell’ordine (nello specifico la Polizia Municipale, visto che dipende dal Sindaco, autorità sanitaria in materia).

Sintetizzando il parere dei giudici, terminato con una sentenza della Corte di cassazione, si legge: “la titolarità della procedura di TSO appartiene alla Polizia Municipale in tutta la fase di ricerca dell’infermo e del suo trasporto al luogo dove inizierà il trattamento; al personale sanitario spetta la collaborazione per suggerire le precauzioni opportune per rendere meno traumatico il procedimento e per praticare gli interventi sanitari che si rendessero necessari; la collaborazione tra le due componenti permetterà di conciliare sicurezza e qualità dell’assistenza”.

Ancora oggi, a distanza di 45 anni dalla promulgazione della legge 180 e della legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (833/1978) ci troviamo a dover raccontare storie di decessi e procedure “forse” non eseguite in maniera corretta.

In virtù di questo “doloroso episodio” e non solo, AIES (Accademia Italiana Emergenza Sanitaria) ha deciso di realizzare un webinar il prossimo 22 dicembre.

Si tratta di una iniziativa nata per ribadire alcuni concetti essenziali nei percorsi di cura e di assistenza!

Vi aspettiamo!


Fonte: Ufficio Stampa AIES




 




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