A Promising Route for Established Indications: A Systematic Review of Nebulized Ketamine in Pain - Hai già letto questo articolo?
- aies23servizio
- 17 gen
- Tempo di lettura: 3 min

Titolo: A Promising Route for Established Indications: A Systematic Review of Nebulized Ketamine in Pain
Autori: Kohaf, N.A., Khan, T.I., Elbana, H.H. et al.
Rivista: Current Pain and Headache Reports
Data/Pagine: 30 aprile 2025; 29(1):81
DOI: 10.1007/s11916-025-01394-z
PMID: 40304824
Abstract tradotto:
Background
La ketamina nebulizzata, una via innovativa di somministrazione del farmaco, ha suscitato interesse per la sua potenziale efficacia in scenari clinici complessi. L’obiettivo di questa revisione sistematica è fornire elementi sulla sicurezza e sull’efficacia della ketamina nebulizzata nella gestione del dolore.
Metodi
È stata condotta una ricerca sistematica su banche dati online, inclusi Web of Science (WOS), Cochrane, Scopus e PubMed, utilizzando una strategia di ricerca specifica. La revisione si è focalizzata su studi primari sull’utilizzo della ketamina nebulizzata in diversi contesti di gestione del dolore. Sono state inoltre considerate ricerche secondarie pertinenti (ad es. revisioni) per integrare prospettive differenti.
Risultati
La ketamina nebulizzata nella gestione del dolore è stata valutata in nove studi.
Conclusioni
Tra i potenziali vantaggi della ketamina nebulizzata rispetto ad altre vie di somministrazione vengono indicati: rapido assorbimento e distribuzione efficace. Il minor volume richiesto per la nebulizzazione potrebbe ridurre gli effetti indesiderati e migliorare la compliance, facilitando una somministrazione efficiente minimizzando l’impatto sistemico. Le evidenze emergenti supportano la ketamina nebulizzata come trattamento sicuro ed efficace per il dolore acuto; tuttavia sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio farmacocinetica, dosaggio ottimale ed efficacia in popolazioni differenti.
Revisione critica e applicazioni in EU
1) Coerenza con la letteratura clinica “vicina” (ED/territorio)
Il fatto che la review includa 9 studi appare coerente con altre sintesi recenti sull’argomento che riportano numeri simili e una base evidenziale ancora “snella” (trial + case series/report). Nell’ambito emergenza-urgenza, esistono RCT e studi clinici che hanno valutato ketamina nebulizzata tramite nebulizzatore “breath-actuated”, con range di dosi tipicamente nell’ordine di 0,75–1,5 mg/kg e riduzione dei punteggi di dolore in tempi relativamente brevi.
2) Punto forte reale: via non invasiva, utile quando l’EV è difficile o ritardata
Il “razionale” operativo appare credibile: in setting affollati (PS) o in extraospedaliero, una via inalatoria può anticipare analgesia o fungere da ponte in attesa dell’accesso venoso, riducendo barriere (ago-fobia, difficoltà di incannulamento). Questa direzione è supportata anche da lavori comparativi e da studi controllati più recenti che mettono a confronto ketamina nebulizzata con analgesici standard (es. morfina EV), mostrando analgesia sostanziale in entrambi i bracci (con esiti complessivamente comparabili su alcuni endpoint temporali).
3) Criticità metodologiche: eterogeneità e “endpoint clinici” ancora non consolidati
Il limite più importante è l’eterogeneità:
setting diversi (dolore traumatico/non traumatico; adulti/pediatria; ED/ICU/altro),
dispositivi di nebulizzazione differenti,
dosaggi e protocolli non uniformi,
outcome talvolta centrati su pain score a tempi variabili, con uso non omogeneo di “rescue analgesia”.
Questa variabilità rende fragile qualunque conclusione “forte” su dose ottimale e comparazione diretta con oppioidi o altre strategie multimodali. Anche le stesse conclusioni dell’abstract (“promettente ma servono ulteriori studi su PK e dosing”) sono quindi appropriate e prudenti.
4) Sicurezza: bene la tollerabilità, ma attenzione a ciò che spesso resta fuori dai trial
Le risorse di indirizzo clinico sulla ketamina analgesica “a basse dosi” (tipicamente EV sub-dissociativa) sottolineano un profilo di eventi avversi in genere modesto e autolimitante alle dosi analgesiche, con raccomandazioni pratiche di dosing e monitoraggio. Tuttavia, traslando sul nebulizzato, nella pratica vanno considerati aspetti spesso meno misurati negli studi:
controllo dell’aerosol e rischio di dispersione (soprattutto in ambienti condivisi),
implicazioni di infection control e DPI,
variabilità della deposizione polmonare (tecnica respiratoria, patologie respiratorie, cooperazione del paziente),
appropriatezza in pazienti con agitazione, delirium o rischio di reazioni disforiche (sebbene più rare a basse esposizioni sistemiche).
5) Implicazioni pratiche per protocolli (PS/118): “opzione” più che standard
Alla luce delle evidenze disponibili online:
La ketamina nebulizzata è ragionevole come opzione aggiuntiva in analgesia acuta, soprattutto quando l’accesso EV è ritardato o per ridurre/ritardare oppioidi in selezionati pazienti.
Non è ancora supportata, allo stato attuale, come standard universale: servono RCT multicentrici, confronto su endpoint clinicamente robusti (rescue, eventi avversi, soddisfazione, tempi di flusso PS/EMS) e chiarimenti su farmacocinetica e dose-response.
Un secondo ancora per un piccolo feedback da parte tua......
Vuoi altri contenuti come questo da AIES?
Si
No
Non mi interessano cose di questo tipo





Commenti