On line il primo numero del 2026 di Emergency Insight Journal, la rivista di AIES in collaborazione con Rescuepress!
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- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
Editoriale
Inauguriamo questo nuovo volume di Emergency Insight Journal in un momento storico in cui la medicina d’emergenza-urgenza non è più chiamata soltanto a rispondere con tempestività, ma a ridefinire i propri paradigmi attraverso l’evidenza scientifica e l’integrazione tecnologica. Il numero che avete tra le mani riflette esattamente questa transizione: uno sforzo corale per trasformare l’esperienza sul campo in dato misurabile, capace di orientare scelte cliniche e organizzative non più rinviabili.Il cuore di questa uscita batte sulla gestione del paziente critico in scenari ad alta complessità. Dalle analisi prospettiche sull'oligoanalgesia nel politrauma, che mettono a nudo gap assistenziali ancora troppo marcati, specialmente nella popolazione geriatrica, fino alle frontiere avanzate della rianimazione cardio-polmonare extracorporea (eCPR), emerge un filo conduttore chiaro: l’efficacia del sistema non dipende dalla singola prestazione, ma dalla fluidità dei flussi e dalla precisione dei protocolli. Il "tempo di scena" smette di essere una variabile burocratica per diventare il principale determinante di sopravvivenza, come dimostrano i dati della rete Firenze-Prato, spingendoci a una riflessione profonda sulla necessità di modelli di evacuazione più rapidi e audaci.Parallelamente, la tecnologia ci offre strumenti che fino a un decennio fa sarebbero parsi avveniristici. L’impiego dei dispositivi weara-ble e la diffusione dell’ecografia Point-of-Care (POCUS) infermieristica stanno ridisegnando i confini della diagnosi preospedaliera. Tuttavia, come sottolineato negli articoli tecnici di questo numero, l’innovazione richiede equilibrio. Non dobbiamo permettere che l’entusiasmo per l’immagine o per il dato digitale eroda i "minuti di platino" necessari alla stabilizzazione. La sfida del futuro risiede esattamente qui: integrare l’intelligenza artificiale e la diagnostica avanzata senza mai perdere di vista la pragmatica del soccorso. Non meno importante è il dibattito sulla professionalizzazione e sulla formazione. Confrontare figure come gli EMT statunitensi e i nostri Tecnici di Emergenza Sanitaria, o analizzare il valore aggiunto dello specialista a bordo dei mezzi di soccorso, non è un esercizio accademico, ma una necessità strategica. La qualità degli outcome neurologici e la sopravvivenza sono figlie di standard formativi rigorosi e di una crescita culturale che deve coinvolgere l'intera equipe mul-tidisciplinare, dai medici agli infermieri, fino agli autisti soccorritori.Infine, questo numero non dimentica la dimensione etica e relazionale, pilastro fondante della nostra missione. La gestione del dolore e l'attenzione alla dignità della persona, in ogni sua identità ed espressione, sono i parametri che elevano la tecnica a cura. Buona lettura a tutti i soci e colleghi, con l'auspicio che questi contributi pos-sano alimentare non solo la vostra conoscenza, ma soprattutto la vostra quotidiana passione clinica.
Nicola Bortoli
Direttore Comitato Scientifico AIES
Accademia Italiana Emergenza Sanitaria
Gli articoli di questa uscita

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