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Un soccorso ben fatto!


La rete del soccorso non conosce confini.

Il periodo natalizio racchiude centinaia di attività: ludiche, enogastronomiche, turistiche e a quanto pare anche emergenziali.

Si sa che il soccorso non va mai in ferie, è accaduto migliaia di volte e sempre succederà. Lo dimostra un recente episodio avvenuto su un aereo con tragitto Torino-Napoli, all’interno del quale un passeggero ha accusato un malore.

Fortunatamente a bordo del velivolo si trovavano 2 dipendenti torinesi, autisti dell’ambulanza del COT 118 dell’ASL Napoli 1.

Insieme ad un medico, presente a bordo, è stato garantito il primo soccorso, così

da permettere al mezzo di proseguire il viaggio fino all’aeroporto di Napoli, dove i soccorritori hanno consegnato lo sfortunato viaggiatore ad una ambulanza del Pronto Soccorso di Napoli.


Facciamoci allora raccontare come sono andate le cose, visto che uno dei soccorritori è proprio un autista soccorritore, socio AIES!


Ciao Human, allora raccontaci come è andata


Io e il mio collega Emanuel eravamo di ritorno a Napoli città dove lavoriamo con il ruolo di autisti ambulanza per l’Asl Napoli 1 Centro da circa 8 mesi. Eravamo stati a Torino per stare vicino ai nostri cari il giorno di Natale. Durante il volo, dopo circa mezz’ora, ho sentito un tonfo pochi sedili davanti a me. Ho dedotto immediatamente che un passeggero si fosse sentito male. Ho osservato la scena e le hostess, oltre al copilota presente, e sembrava fosse

tutto rientrato.

Dopo qualche minuto ho visto un ragazzo giovane di grossa stazza alzarsi, sudare e diventare pallido per poi cadere come un sasso a terra tra i sedili, battendo forte la testa. A bordo è esploso il panico e ho deciso di intervenire per dare un aiuto.

Capendo che le persone attorno non erano preparate a gestire questa emergenza, dopo aver girato la persona a terra e accertato che avesse polso, chiesto anche il supporto di un medico eventualmente presente a bordo, sono andato a cercare il collega seduto nella parte centrale dell’aereo. Purtroppo, a bordo non era presente nulla per poter rilevare i parametri vitali, ma nonostante ciò ci siamo mossi in sintonia e sicurezza (abbiamo lavorato insieme per circa 13 anni in Croce Rossa a Torino, prima di vincere il concorso a Napoli per

il COT 118 presso l’Asl Napoli 1 Centro).

Abbiamo messo in sicurezza il passeggero, spostandolo dietro la cabina per avere più spazio.

E' stata inizialmente ipotizzata l’idea di un atterraggio di emergenza a Roma da parte dell’equipaggio, per poi decidere di proseguire verso Napoli accorciando i tempi di avvicinamento e facendo allertare il PSSA di Capodichino come da protocollo.

Non è stato semplice durante gli ultimissimi minuti poter metterci tutti in

sicurezza per poter toccare terra. Insomma alla fine, grazie al lavoro di squadra siamo riusciti ad atterrare e ad affidare il ragazzo all’ambulanza che ci attendeva in pista.


Che emozioni si provano ad eseguire una attività di soccorso a bordo di un aereo?


Le stesse che si provano a terra con qualche difficoltà in più.


Una esperienza del genere ti è mai capitata prima?


Sia io, che il mio collega Emanuel, abbiamo lavorato con la Croce Rossa Italiana presso il Pronto Soccorso Aeroportuale di Torino Caselle, quindi grazie all’esperienza e alla formazione, sapevamo come muoverci con sicurezza in aereo. Abbiamo fatto molti interventi a bordo di aerei in pista.


Come avete gestito gli altri passeggeri?


Inizialmente si era creato un pó di panico a bordo. Credo che il non sapere cosa stesse realmente accadendo nella parte anteriore dell’aereo abbia creato sicuramente del disagio nei passeggeri, sicuramente gestito dalle hostess della compagnia.


Che consigli ti senti di dare a chi dovesse imbattersi in una

situazione “di soccorso” del genere?


Il consiglio che posso dare è di “attivarsi” soltanto se si è davvero sicuri al 100% di essere realmente d’aiuto per non creare situazioni caotiche e peggiorare gli eventi .

Se ci si presenta all’equipaggio per dare una mano, questi si fidano di te e,

ovviamente, ti assumi le responsabilità di quel che può accadere.

Questo però vale anche “a terra”.


Fonte: Ufficio Stampa AIES

 

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